Diana_Wagner

Diana Wagner: un’esplorazione della pelle conciata al vegetale in Toscana

2.08.2013

Mi sono ispirata al modo in cui la pelle conciata al vegetale cambia col tempo. Manufatti realizzati con questo materiale mostrano la loro storia attraverso la superficie della pelle che si trasforma ad ogni cambiamento climatico, ogni tocco e ogni macchia. Il tempo e l’uso esaltano la bellezza di questo materiale. Quando viene maneggiata la pelle diventa morbida come se l’olio dalle nostre mani venisse assorbito creando una lucentezza riflettente sulla superficie. L’esposizione alla luce, il cambiamento di temperatura e l’ambiente aggiungono strati di questa storia perché forme e trama emergono sulla superficie della pelle. I manufatti realizzati con pelle conciata al vegetale vivono, crescono e si alterano in quanto sono integrati nella nostra vita.
Sono attratta dalle scarpe perché le storie che hanno da raccontare attraverso le forme dovute all’usura che si accumulano ad ogni passo, dalle macchie dovute alla pioggia ai buchi su suole  e tacchi. Ho sviluppato la curiosità e la passione per la calzatura in quanto offre opportunità per l’esplorazione dei materiali. Con la pelle conciata al vegetale usata come una tela, questa collezione crea un legame tra un materiale e il modo in cui lo si indossa.
Mi ispiro ai termini “wear”, “ware”, e “where” o foneticamente scritto, ‘wer , per interpretare la mia collezione. In questa serie ho creato tre paia di scarpe che si riferiscono e illustrano narrativamente le varie definizioni di ‘wer nella loro forma, nel trattamento di superficie, e nella trasformazione della pelle conciata al vegetale nel tempo. Nel considerare questi termini guardo a diversi oggetti come ulteriore ispirazione per questa oggetti-concetto che hanno raccolto l’idea di   ‘wer .
Pizzo invecchiato, vecchio metallo arrugginito, e le rocce coperte di licheni raccontano una storia attraverso la patina che hanno raccolto e integrato nelle loro superfici. Penso alle mani che hanno toccato e macchiato questo delicato pizzo, il sale e l’umidità che hanno corroso questi avanzi scartati di metallo, ed i molti anni che ci sono voluti perché i licheni crescessero sulla superficie della roccia.
Queste scarpe servono come veicolo per la mia sperimentazione relativa alla valorizzazione  e all’esasperazione delle qualità intrinseche della pelle conciata al vegetale, che mutando la sua superficie, evidenzia la patina di questi oggetti.
Come una sequenza, ogni paio di scarpe, illustra il processo di crescita e di decadimento e come i materiali vengono deposti, come crescono e come si consumano.
Ogni paio di scarpe rivela un modello di ‘wer in ogni set c’è una diversa trasformazione, deterioramento e manifestazione della patina residua.
Il profilo smerlato: Immergendo ogni forma  nella vernice e permettendogli di gocciolare e cadere ho creato la complessa linea superiore di ogni paio di scarpe. Una volta asciutte ho potuto staccare la vernice secca per formare un modello.
La pelle arrugginita: Per esasperare il concetto di usura per l’esposizione all’ambiente, alla luce e al tatto, ho applicato strati di acqua salata, il calore, e l’olio ripetutamente per impregnare, macchiare e lucidare la pelle.
Formazione di licheni: ho applicato il ferro alla superficie della pelle per accumulare e far crescere formazioni intricate che la deteriorassero lentamente. Da questa struttura effimera emerge una patina color ebano risultato di una reazione tra il ferro ed i tannini vegetali della pelle.
Questa serie di scarpe illustra la crescita e l’accumulo-composizione, una storia della creazione di modelli complicati di ‘wer . Ogni paio di scarpe nella propria forma, contorno e patina, simula come sarebbero cambiati in maniera diversa nel tempo.

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