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Il distretto conciario toscano premiato con la certificazione Emas. Riconosciuti decenni di impegno ambientale delle industrie.

20.06.2011

Valorizzare gli impegni profusi negli ultimi 40 anni sul tema del rispetto dell’ambiente per una maggiore competitività sui mercati internazionali dei prodotti in pelle realizzati dalle concerie toscane. Questo l’obiettivo che ha portato le associazioni conciarie del Comprensorio del Cuoio Toscano a intraprendere il percorso per ottenere la certificazione Emas per gli ambiti produttivi omogenei da parte del Comitato interministeriale Ecoaudit-Ecolabel. Emas, il più importante riconoscimento internazionale in materia ambientale, è stato consegnato al Comitato Promotore del Distretto Conciario Toscano lo scorso giovedì 16 giugno durante il convegno “La sfida della green competition sul mercato: idee a confronto, progetti in corso, opportunità immediate per un Made in Italy sostenibile” che si è svolto al Centro Studi I Cappuccini di San Miniato (PI). A ricevere il certificato, per mano di Pietro Canepa, del Comitato Ecolabel EcoAudit e presidente della sezione Emas Italia, è stato Piero Maccanti, presidente del Comitato Promotore che raccoglie Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno, Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Provincia di Pisa e Comuni di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, San Miniato e Santa Croce sull’Arno. 

Il lavoro effettuato dal Comitato promotore ha riguardato la preparazione degli strumenti e delle linee d’indirizzo che saranno impiegate dalle singole aziende per ottenere a loro volta la certificazione.

“Ottenere la cerificazione Emas – ha detto il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini – significa che aziende ed enti pubblici hanno lavorato bene sul tema del rispetto per l’ambiente. Del resto, questo è un territorio in cui la bellezza dei paesaggi e un’attività produttiva come quella conciaria convivono e si valorizzano a vicenda”.

“E’ la concertazione messa in pratica negli ultimi decenni nel Comprensorio del cuoio tra imprenditori e istituzioni – ha sottolineato Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa – la chiave per comprendere l’importanza e i risultati del lavoro svolto, culminato con la certificazione Emas. La forza del settore conciario è sempre stata quella di guardare avanti e di trovare strade nuove per evolversi, mantenendo una forte attenzione per il territorio”.

Durante il convegno si è parlato anche del progetto “Imagine“, finanziato dalla Commissione Europea e svolto con il supporto della Scuola Sant’Anna di Pisa, che punta a far ottenere la certificazione Emas a quattro distretti del “sistema moda” toscano (conciario, calzaturiero, tessile e dell’abbigliamento). Il conciario è il primo a ricevere il prestigioso riconoscimento, ma anche negli altri distretti si sta lavorando alacramente per raggiungere l’obiettivo con il coinvolgimento di numerose aziende.

“La sfida è stata quella di dare valore agli impegni che il settore conciario si è preso in tema di salvaguardia ambientale negli ultimi 40 anni – ha spiegato Maccanti – puntando a far valere questa attività anche dal punto di vista commerciale . La certificazione Emas per ambiti produttivi omogenei è il primo passo per permettere alle aziende di intraprendere questo percorso, in modo da essere maggiormente competitivi in mercati sempre più attenti all’aspetto ecologico legato al prodotto”.

Il convegno ha visto anche la partecipazione di Herbert Aichinger, rappresentante della Commissione Europea, che è intervenuto sulle certificazioni e i marchi ambientali nel set di strumenti europei a sostegno della produzione e del consumo sostenibile: “Non ci sarà miglioramento ambientale se il consumatore non potrà scegliere i prodotti migliori tramite una corretta informazione e una segnalazione adeguata sugli articoli in vendita. Per questo stiamo portando avanti un forum con 28 aziende della grande distribuzione, provando a promuovere tra questi soggetti la vendita e il consumo di prodotti ecologici”.

Presente al convegno anche Anna Rita Bramerini, assessore regionale all’ambiente, che ha espresso “l’apprezzamento per un settore che in un momento delicato come quello attuale sceglie la strada della certificazione ambientale per una maggior qualificazione sui mercati. Certo è che nei prossimi anni dovremo intensificare questi processi, dovendo però intercciare politiche e di conseguenza risorse per sostenere le nostre attività produttive e non disperdere il lavoro di così tante imprese, associazioni di categoria ed enti pubblici”.

Un altro tema importante del convegno è stata la presentazione del protocollo d’intesa promosso dal Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico che avvia lo schema nazionale per la qualificazione ambientale dei prodotti made in Italy – uno strumento di grande efficacia per le strategie di marketing imperniate sulla leva della sostenibilità che sarà sperimentato da alcuni distretti italiani, fra cui quello conciario toscano. A illustrare le linee di sviluppo delle politiche nazionali in questo ambito erano presenti Gioacchino Catanzaro del Ministero dello Sviluppo Economico e Fausta Finzi del Ministero dell’Ambiente.

convegno San Miniato

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